I miei sogni, i miei desideri, il lungo viaggio nella mia vita

Profonda tristezza nel mio cuore oggi.

Sono ricaduta nel baratro.

Pare non esservi via d’uscita.

Vuoto.

Ostacoli insormontabili.

E solitudine…

Ma qual è la giusta via da seguire?

La decisione da prendere?

E chi ha il diritto di stabilire che sia quella migliore?

Dove sei angelo mio…

Dove mai sei andato a finire?

Mi hai abbandonata.

Sono sola.

Lo sarò per sempre…

Non ti sento, non ti vedo…

Mentre cerco la soluzione, ti cerco nel cielo

fra le nuvole

nel fiume che continua a scorrere

il canto del gallo al mattino

il cinguettio degli uccelli fra gli alberi.

E’ tutto una primavera di colori.

E tu non ci sei più.

Solo io. A testa bassa. Il mio corpo in preda al tremore dei miei singhiozzi.

Stammi vicina ancora un pochino.

Tienimi compagnia oggi.

E poi ti lascerò spiccare il volo.

Magari riuscirò a sciogliere i nodi della mia anima inquieta.

Magari…

Chiudo gli occhi un secondo.

Immagino come sarebbe bello poterti riabbracciare per un attimo e

sentire una tua carezza sul viso mentre mi asciughi le lacrime.

Sentirti dire che è bello piangere di gioia.

Ma oggi non è così.

Oggi è diverso.

Oggi piango per la tristezza del mio presente.

Per la mia vita insensata.

2 Maggio 2011 at 15:29 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

E’ pazzesco come alcune persone,

nel momento del bisogno,

ti evitino come la peste…

3 Febbraio 2011 at 15:00 | Commenti & Trackbacks (1) | Permalink

“L’anima si sceglie il proprio compagno-

Poi- chiude la porta-

così che la maggioranza divina

non possa più turbarla -Impassibile- vede cocchi- che si fermano

laggiù al cancello-

Impassibile- vede un Re inginocchiarsi

alla sua soglia -Io so che- tra tantissimi-

L’anima ne sceglie uno-Per poi sigillare-come fossero pietre-

le valve della sua attenzione.”

Emily Dickinson

12 Gennaio 2011 at 21:48 | Commenti & Trackbacks (2) | Permalink

Auguro buon anno a tutti.

A tutti quelli che mi sono accanto e a chi ci sarà.

A tutti quelli che anche in questa ultima giornata del 2010 stanno lottando in un letto.

Ed anche a colei che sacrificherà questa nottata particolare passandola accanto ad un’amica malata in ospedale piuttosto che con la sua famiglia.

Ed il mio pensiero in particolare allo scoccare della mezzanotte volerà a te amica mia, con l’augurio che tu possa vincere la tua battaglia contro la malattia.

E’ stato un anno particolarmente pesante questo.

Un anno che mi fatto sentire a volte cento anni addosso, sola ed incompresa, abbandonata da alcuni amici (che credevo) veri e la conoscenza di altri.

Ma è stato anche un anno di scoperte. Una su tutte è senza dubbio quella di aver ritrovato me stessa e la mia forza.

Il mio desiderio più grande per l’anno nuovo che fra poche ore giungerà è quello di proseguire il lungo cammino della mia rinascita.

Ed è ciò che auguro anche a tutti quelli che per “qualche scherzo del destino” giungeranno qui…

A te che leggi, chiunque tu sia, non arrenderti mai…

C’è sempre qualcosa o qualcuno per cui valga la pena di lottare.

E sorridi. Sorridi sempre. Perché un sorriso ti apre il cuore al mondo. E alla vita. Anche quando questa pare abbia deciso di voltarti le spalle.

Sii felice.

Buon anno…

31 Dicembre 2010 at 16:08 | Commenti & Trackbacks (2) | Permalink

mare_desiderio

…Avrei un solo grande desiderio,

un pensiero,

un sogno che si realizzi…

Quello che tu abbia una possibilità ancora di portare avanti la tua vita nel migliore dei modi,

senza dolori, senza lacrime, senza pensieri e costrizioni fisiche…

Che tu possa stare fra noi ancora per un lungo tempo…

E che tu possa risolvere quelle questioni che tengono ancora così in bilico le persone che ti stanno accanto.

Non arrenderti! Solo così può iniziare il lungo processo di guarigione…

18 Dicembre 2010 at 10:32 | Commenti & Trackbacks (0) | Permalink

Le incomprensioni. Quelle che ti portano a litigare. Quelle che in una mattina qualunque ti portano a fare la valigia per un viaggio che non vorresti fare mai.

Un bagaglio pronto con dentro la tua vita in frantumi.

Tu che lo guardi e gli chiedi se davvero lui voglia che tu vada via e la sua risposta “Io non te lo impedirò di certo”.

Altra lite, altre parole vomitate l’uno contro l’altro.

Non ho più nulla.

Improvvisamente non ho più lui, la mia vita con lui, una casa, la “nostra casa”.

Solo indumenti buttati in una valigia e il cuore in pezzi.

Anni buttati nel cesso.

“Non siamo compatibili”.

Questo è ciò che ti senti urlare ripetutamente.

Mi manca il fiato e mi tremano le mani mentre riempio quel borsone e mi chiedo se davvero me ne sto andando.

Perché ora? Perché te ne accorgi solo ora? Dopo anni?

Perché solo io devo venire incontro a te? Perché proprio ora decidi che sono io quella che deve cambiare?

Perché sono io quella sbagliata?

Perché. Perché. Perché…

Dopo tanto tempo non riesco a capire cosa sia accaduto.

Cosa ci sia accaduto.

Proprio ora che avremmo bisogno l’uno dell’altro.

Proprio ora che potremmo e dovremmo farci forza per affrontare il domani incerto con il suo fardello di dolore…

Alla fine mi hai concesso di rimanere.

Abbiamo pianto insieme.

Ma temo che domani possa essere come ieri.

Perché i cambiamenti dovrebbero avvenire da ambo le parti, ma tu non sei disposto ad alcun compromesso.

E così sono qui.

Nella “nostra casa”.

E per quanto mi sforzi di reagire mi capita di pensare di essere  qui di passaggio.

Chissà che accadrà…

Ma io non voglio perderti.

Vorrei che fosse lo stesso per te amore mio.

E mai, giuro, mai mi sono sentita così sola…

1 Settembre 2010 at 13:18 | Commenti & Trackbacks (7) | Permalink

Che cosa vuol dire rassegnazione?

Significa rimettersi alle mani altrui.

Rimanere inermi aspettando l’evolversi degli eventi.

E’ un po’ come sedersi e aspettare qualcosa. E la vita ti scorre attorno.

Mi sento come se fossi seduta ad aspettare quel qualcosa, o qualcuno.

Qualcuno che arrivi mi prenda le mani, mi guardi negli occhi e mi dica che ci penserà lui.

Ma quel qualcuno non credo arriverà per risolvere in bene la situazione.

Tremo al pensiero della risoluzione.

E quindi?

Quindi preferisco immaginarmi seduta su una panchina di un parco ad osservare un gruppo di bambini giocare.

Concentrarmi sulle loro risate, le urla e i gridolini di felicità.

Inebriarmi per un po’ della loro vita spensierata, immaginandola anche un po’ mia.

Ho capito come la rassegnazione mi aiuti a non cadere nella disperazione.

Seppur a dividerli vi sia un filo sottile…

Intanto sono lì, su quella panchina, ad osservare la vita.

13 Agosto 2010 at 13:03 | Commenti & Trackbacks (2) | Permalink

Leggo solo ora una notizia.

L’appello che l’attore Lino Banfi fa pubblicare sul Corriere della Sera: l’attrice Laura Antonelli nonché sua amica, non riesce a sopravvivere dignitosamente con 510 euro al mese. Banfi fa un appello affinché venga aiutata.

Mi dispiace che l’attrice sia in difficoltà, non ho nulla contro di lei, ma penso che siano tanti gli italiani a dovere essere aiutati.

Ci sono persone che cercano di sopravvivere percependo una pensione anche più bassa.

Persone che quest’inverno non accendevano nemmeno il riscaldamento perché non avrebbero potuto pagarlo non avendo i soldi per sopravvivere.

Una di queste persone è mia nonna.

Se non ci fossimo noi, come famiglia, non potrebbe farcela da sola.

E nemmeno noi navighiamo nell’oro.

Ora, io mi chiedo, ma è il caso di fare un simile appello?

Se un’amica è nei guai, nel limite delle mie possibilità io cerco di aiutarla.

Senza appelli a Silvio Berlusconi o chi per esso.

Ma lo sa il signor Lino Banfi, quante persone dormono nella propria autovettura o sulle panchine perché hanno perso tutto?

Io ne conosco diverse. E non sono certamente persone che hanno avuto la fortuna di essere icone degli anni 80, persone famose come la Antonelli!!

Conosco gente che è tutta una vita che impazzisce per sopravvivere e nessuno fa nulla per loro.

Se Lino Banfi tiene così tanto alla sua amica, mettesse mano al portafoglio, il suo però!!

Qua c’è gente che fa anche 4 lavori per far SOPRAVVIVERE la propria famiglia!!

Assurdo…

4 Giugno 2010 at 08:06 | Commenti & Trackbacks (8) | Permalink

cascata

Seduta a terra, ad occhi chiusi.

Estraniata da tutto e da tutti.

Il muro d’acqua sopra me, i capelli mi scivolano sul viso umido.

Piccole goccioline cadono sul mio corpo, scendono veloci come in una corsa vorticosa.

Il rumore dell’acqua come musica fa sparire ogni piccolo bisbiglio.

La mente svuotata, il corpo solleticato da piccoli aghi trasparenti.

La cascata sopra di me è come l’abbraccio di più persone.

Ne sono avvolta. Un senso di completo abbandono a quelle “braccia” che mi cullano. Mi massaggiano.

Il mio corpo così avvolto è stimolato dal massaggio ma quel piacere si trasforma poi in piccolo dolore.

Un dolore “rigenerante”. Che tempra il corpo e  lo spirito.

Ondeggio naturalmente per via della massa d’acqua che continua cadere dall’alto.

Come una danza ondeggio avanti e indietro.

E il rumore si trasforma in voce.

Una voce grossa che mi urla di non tormentarmi più. Di lasciarmi andare.

Di farmi scivolare tutto di dosso. Come quelle infinite goccioline.

Piango.

E le lacrime si fondono con l’acqua.

L’acqua e le mie lacrime un tutt’uno sopra di me.

Lavano il mio corpo, lo purificano dal dolore.

Dal peso di ansia, preoccupazione, dai pensieri che affollano la mia mente.

Mi sento più leggera.

Non sento più alcun peso gravarmi.

Provo a volgere lo sguardo verso l’alto.

E mi sveglio.

1 Giugno 2010 at 15:24 | Commenti & Trackbacks (5) | Permalink

Questa notte ho sognato una persona che ho conosciuto 17 anni fa.

Una persona che in qualche modo ha dato una svolta alla mia vita.

Nel bene e nel male.

Una persona che, forse, mi ha amata.

Tanto mi ha dato, quanto mi ha tolto.

Nel sogno era una persona diversa dalla realtà. Nel senso che sicuramente se l’incontrassi ora forse non direbbe le cose che nel sogno asseriva.

Non so perchè l’ho sognato.

Non ci pensavo da tempo.

Mi piace pensare che davvero lui sia come è stato questa notte.

Un dolce ricordo.

Forse perché a volte uno ha bisogno di trovare il giusto equilibrio interiore.

Accantonare per sempre quel qualcosa che ti ha fatto soffrire per tanto tempo. E che credevi superato.

29 Maggio 2010 at 05:39 | Commenti & Trackbacks (5) | Permalink