I miei sogni, i miei desideri, il lungo viaggio nella mia vita

Annegare.

Soffocare poco alla volta.

Eppur son viva. Oggi, come ieri. E anche domani.

Tirare avanti è ogni giorno più difficile. Non sono felice. Mi sento frustrata da questa vita che non dà soddisfazioni.

Sopravvivere. E baciare per terra per ogni attimo regalato. Regalato? Bel regalo davvero…

Non ce la faccio più. Passo ogni attimo a studiare una via di fuga. Non ho chiesto io di nascere. E di vivere questa vita di merda.

Ma perché? Perché la vita è così complicata?

Mi sta stretta. Troppo stretta. O sono io che sono sbagliata. O gli altri.

In effetti non riconosco più nessuno.

Lui a volte mi pare così esaltato che non capisco se ci è, o lo fa per difendersi dalla vita che è diventato un grosso mostro.

Sono stanca e stufa. A volte vorrei addormentarmi e non svegliarmi più. O svegliarmi e scoprire che è stato l’incubo peggiore della mia vita….

23 Novembre 2014 at 16:39 | Commenti disabilitati | Permalink

Ti osservavo, ieri sera, seduta nel tuo angolino del divano intenta a mangiare. O almeno provarci.

Tentare con difficoltà di usare le posate e ingoiare la tua cena della vigilia.

Chissà a cosa pensavi. Il tuo ictus ti ha “bruciato” il cervello.

Le poche parole che dici, talvolta sono da interpretare. Difficile a volte.

Sei come imprigionata. E sei diventata cattiva. In realtà, un po’ di durezza l’hai sempre avuta. Ed ora che non hai più freni inibitori….

Chissà se hai capito che eravamo lì per te. Perché credo che a nessuno di noi, dopo quanto accaduto questa estate, interessasse davvero festeggiare. Mi hai fatto tenerezza. Avrei voluto abbracciarti ad un certo punto, ma la malattia ha fatto sì che anche chi ti sta accanto ogni attimo per curarti, si senta in obbligo di decidere per tutti come gestire anche solo un gesto di affetto nei tuoi riguardi.

P. ha tirato su un muro altissimo attorno a te. Sei come su una torre e nessuno può interagire con te a piacimento.

Fissavi un punto lontano oltre te. Chissà a cosa pensavi… Chi vedevi veramente….

Chissà se ancora riesci a voler bene a qualcuno.

Chissà se davvero ci hai voluto bene in tutti questi anni…

Una famiglia apparentemente normale eravamo ieri sera, poi, quell’urlo che ha spaventato tutti noi.

Siamo andati via in fretta e furia.

Erano le 22.30. Fine della vigilia. La tua sopportazione terminata. Aria. Via tutti.

Sono arrivata a casa alle 23.15.

Col magone.

Che passino in fretta queste feste. Non chiedo altro.

 

25 Dicembre 2013 at 10:45 e taggato  | Commenti & Trackbacks (2) | Permalink

Torno qui, nel mio diario, dopo tanto tempo.

Unico luogo in cui lasciare i miei pensieri, le mie preoccupazioni, le mie paure.

Come al solito sarò “pesante”.

Perché ci sono cose che proprio non puoi dire a nessuno. Nemmeno a chi ti vive accanto, anche se è l’unica persona che può capirti.

 

Ho dato una svolta alla mia vita un anno e mezzo fa.

E’ andato tutto più o meno bene fino a 6 mesi fa, ma ora… Il crollo.

Notti insonni passate a pensare a come uscire da questa situazione logorante che mi toglie le forze.

Come è diventata dura la mia vita….

Che poi, è pesante come quella di molti altri di questi tempi.

Solo che quando la vivi in prima persona, proprio non vedi una via d’uscita.

Mi sento affogare ogni giorno. Sprofondo. Sprofondo un metro alla volta ad ogni più piccolo passo.

Mi sento così sola…

Perché vedi, proprio non riesco a capire perché quando si è in difficoltà, tutti ti abbandonano.

Non esiste più amicizia che possa tenderti una mano per aiutarti a galleggiare. A respirare una boccata d’aria.

Io ci sono stata e ci sono sempre. Anche quando la vita ti porta a non vedersi come prima, io sono comunque qui pronta ad ascoltare tutti. Ma per me…. Non c’è più nessuno.

E allora, per la prima volta in vita mia, ho deciso di chiudermi a riccio.

I pensieri li tengo per me.

Litigo e faccio pace con me stessa.

Sorrido, ma gli unici che percepiscano il disagio dietro i miei sorrisi tristi sono le persone che mi conoscono poco. Non so perché accada così. Ma così è.

Resta il fatto che ho imparato molto bene a convivere con la malinconia.

 

Il mio cervello è in continua evoluzione nello studiare un piano di fuga.

Sono stufa di vivere in questo modo.

Stufa di sopravvivere.

Vorrei fuggire, cambiare vita, cambiare nome, far morire in modo dignitoso Thalifa.

Vorrei svegliarmi in un luogo lontano e poter vivere la mia vita.

Ma quando sogno, mi vedo sempre sul bordo di un precipizio.

E poi scivolo. E non c’è nessuno pronto a prendermi, a frenare la caduta, a stringermi fra le braccia e consolarmi.

E’ questa la vita che mi aspetta?

Ore ed ore buttata nel mio esercizio in attesa che qualcuno che non conosco cambi la mia giornata.

Ogni attimo della mia inutile vita passata a riflettere su cosa fare per riprendere in mano la situazione, fare quadrare i conti che non tornano mai.

A volte vorrei dormire e non svegliarmi più.

Quanta fatica mi costa ammetterlo…

Ma è la verità. A qualcuno debbo pur urlare la mia disperazione!!!

Poi, lo so che magari domani sarà diverso. Forse. Ma oggi, oggi è così.

Mi dispiace. Mi dispiace per tutto quello che lui ha fatto per me. Mi dispiace perché lui credeva in me. E nel baratro sto lentamente trascinando anche lui.

Mi viene da piangere…

 

23 Dicembre 2013 at 15:32 e taggato  | Commenti & Trackbacks (5) | Permalink

Profonda tristezza nel mio cuore oggi.

Sono ricaduta nel baratro.

Pare non esservi via d’uscita.

Vuoto.

Ostacoli insormontabili.

E solitudine…

Ma qual è la giusta via da seguire?

La decisione da prendere?

E chi ha il diritto di stabilire che sia quella migliore?

Dove sei angelo mio…

Dove mai sei andato a finire?

Mi hai abbandonata.

Sono sola.

Lo sarò per sempre…

Non ti sento, non ti vedo…

Mentre cerco la soluzione, ti cerco nel cielo

fra le nuvole

nel fiume che continua a scorrere

il canto del gallo al mattino

il cinguettio degli uccelli fra gli alberi.

E’ tutto una primavera di colori.

E tu non ci sei più.

Solo io. A testa bassa. Il mio corpo in preda al tremore dei miei singhiozzi.

Stammi vicina ancora un pochino.

Tienimi compagnia oggi.

E poi ti lascerò spiccare il volo.

Magari riuscirò a sciogliere i nodi della mia anima inquieta.

Magari…

Chiudo gli occhi un secondo.

Immagino come sarebbe bello poterti riabbracciare per un attimo e

sentire una tua carezza sul viso mentre mi asciughi le lacrime.

Sentirti dire che è bello piangere di gioia.

Ma oggi non è così.

Oggi è diverso.

Oggi piango per la tristezza del mio presente.

Per la mia vita insensata.

2 Maggio 2011 at 15:29 | Commenti & Trackbacks (234) | Permalink

E’ pazzesco come alcune persone,

nel momento del bisogno,

ti evitino come la peste…

3 Febbraio 2011 at 15:00 | Commenti & Trackbacks (261) | Permalink

“L’anima si sceglie il proprio compagno-

Poi- chiude la porta-

così che la maggioranza divina

non possa più turbarla -Impassibile- vede cocchi- che si fermano

laggiù al cancello-

Impassibile- vede un Re inginocchiarsi

alla sua soglia -Io so che- tra tantissimi-

L’anima ne sceglie uno-Per poi sigillare-come fossero pietre-

le valve della sua attenzione.”

Emily Dickinson

12 Gennaio 2011 at 21:48 | Commenti & Trackbacks (166) | Permalink

Auguro buon anno a tutti.

A tutti quelli che mi sono accanto e a chi ci sarà.

A tutti quelli che anche in questa ultima giornata del 2010 stanno lottando in un letto.

Ed anche a colei che sacrificherà questa nottata particolare passandola accanto ad un’amica malata in ospedale piuttosto che con la sua famiglia.

Ed il mio pensiero in particolare allo scoccare della mezzanotte volerà a te amica mia, con l’augurio che tu possa vincere la tua battaglia contro la malattia.

E’ stato un anno particolarmente pesante questo.

Un anno che mi fatto sentire a volte cento anni addosso, sola ed incompresa, abbandonata da alcuni amici (che credevo) veri e la conoscenza di altri.

Ma è stato anche un anno di scoperte. Una su tutte è senza dubbio quella di aver ritrovato me stessa e la mia forza.

Il mio desiderio più grande per l’anno nuovo che fra poche ore giungerà è quello di proseguire il lungo cammino della mia rinascita.

Ed è ciò che auguro anche a tutti quelli che per “qualche scherzo del destino” giungeranno qui…

A te che leggi, chiunque tu sia, non arrenderti mai…

C’è sempre qualcosa o qualcuno per cui valga la pena di lottare.

E sorridi. Sorridi sempre. Perché un sorriso ti apre il cuore al mondo. E alla vita. Anche quando questa pare abbia deciso di voltarti le spalle.

Sii felice.

Buon anno…

31 Dicembre 2010 at 16:08 | Commenti & Trackbacks (10) | Permalink

mare_desiderio

…Avrei un solo grande desiderio,

un pensiero,

un sogno che si realizzi…

Quello che tu abbia una possibilità ancora di portare avanti la tua vita nel migliore dei modi,

senza dolori, senza lacrime, senza pensieri e costrizioni fisiche…

Che tu possa stare fra noi ancora per un lungo tempo…

E che tu possa risolvere quelle questioni che tengono ancora così in bilico le persone che ti stanno accanto.

Non arrenderti! Solo così può iniziare il lungo processo di guarigione…

18 Dicembre 2010 at 10:32 | Commenti & Trackbacks (386) | Permalink

Le incomprensioni. Quelle che ti portano a litigare. Quelle che in una mattina qualunque ti portano a fare la valigia per un viaggio che non vorresti fare mai.

Un bagaglio pronto con dentro la tua vita in frantumi.

Tu che lo guardi e gli chiedi se davvero lui voglia che tu vada via e la sua risposta “Io non te lo impedirò di certo”.

Altra lite, altre parole vomitate l’uno contro l’altro.

Non ho più nulla.

Improvvisamente non ho più lui, la mia vita con lui, una casa, la “nostra casa”.

Solo indumenti buttati in una valigia e il cuore in pezzi.

Anni buttati nel cesso.

“Non siamo compatibili”.

Questo è ciò che ti senti urlare ripetutamente.

Mi manca il fiato e mi tremano le mani mentre riempio quel borsone e mi chiedo se davvero me ne sto andando.

Perché ora? Perché te ne accorgi solo ora? Dopo anni?

Perché solo io devo venire incontro a te? Perché proprio ora decidi che sono io quella che deve cambiare?

Perché sono io quella sbagliata?

Perché. Perché. Perché…

Dopo tanto tempo non riesco a capire cosa sia accaduto.

Cosa ci sia accaduto.

Proprio ora che avremmo bisogno l’uno dell’altro.

Proprio ora che potremmo e dovremmo farci forza per affrontare il domani incerto con il suo fardello di dolore…

Alla fine mi hai concesso di rimanere.

Abbiamo pianto insieme.

Ma temo che domani possa essere come ieri.

Perché i cambiamenti dovrebbero avvenire da ambo le parti, ma tu non sei disposto ad alcun compromesso.

E così sono qui.

Nella “nostra casa”.

E per quanto mi sforzi di reagire mi capita di pensare di essere  qui di passaggio.

Chissà che accadrà…

Ma io non voglio perderti.

Vorrei che fosse lo stesso per te amore mio.

E mai, giuro, mai mi sono sentita così sola…

1 Settembre 2010 at 13:18 | Commenti & Trackbacks (197) | Permalink

Che cosa vuol dire rassegnazione?

Significa rimettersi alle mani altrui.

Rimanere inermi aspettando l’evolversi degli eventi.

E’ un po’ come sedersi e aspettare qualcosa. E la vita ti scorre attorno.

Mi sento come se fossi seduta ad aspettare quel qualcosa, o qualcuno.

Qualcuno che arrivi mi prenda le mani, mi guardi negli occhi e mi dica che ci penserà lui.

Ma quel qualcuno non credo arriverà per risolvere in bene la situazione.

Tremo al pensiero della risoluzione.

E quindi?

Quindi preferisco immaginarmi seduta su una panchina di un parco ad osservare un gruppo di bambini giocare.

Concentrarmi sulle loro risate, le urla e i gridolini di felicità.

Inebriarmi per un po’ della loro vita spensierata, immaginandola anche un po’ mia.

Ho capito come la rassegnazione mi aiuti a non cadere nella disperazione.

Seppur a dividerli vi sia un filo sottile…

Intanto sono lì, su quella panchina, ad osservare la vita.

13 Agosto 2010 at 13:03 | Commenti & Trackbacks (8) | Permalink